Settembre è spesso un momento di riflessione per le imprese: si rientra dalle ferie con la necessità di pianificare il futuro e definire le priorità strategiche. Oggi più che mai, la sostenibilità non è solo una tendenza, ma un fattore determinante per la competitività e la resilienza delle PMI.
Un concetto centrale in questo contesto è quello della doppia materialità, su cui si basano i nuovi standard di rendicontazione europei e che rappresenta il primo passo per costruire una roadmap ESG efficace.
Cos’è la doppia materialità e perché è importante?
La doppia materialità è un approccio che considera la sostenibilità da due prospettive complementari:
- Inside-out: quali impatti generano le attività aziendali sull’ambiente, sulle persone e la società in generale? (es. consumi energetici, gestione dei rifiuti, condizioni dei lavoratori, impatto sulla comunità locale).
- Outside-in: quali rischi e opportunità ESG possono influenzare la tua impresa? (es. nuovi requisiti normativi, aumento dei costi energetici, cambiamenti climatici, preferenze dei clienti verso prodotti sostenibili).
Per le PMI, questo significa capire dove agire con priorità: quali temi sono realmente rilevanti per gli stakeholder e per la stabilità economica dell’azienda?
Il concetto di doppia materialità è oggi al centro della normativa europea sulla rendicontazione di sostenibilità, in particolare attraverso gli ESRS emanati in attuazione della CSRD. Questi standard integrano e armonizzano i migliori approcci internazionali:
- GRI, focalizzato sulla materialità di impatto (inside-out),
- SASB e ISSB, orientati alla materialità finanziaria (outside-in).
Gli ESRS forniscono quindi un quadro completo che guida le imprese nell’individuare i temi rilevanti sia per i propri stakeholder sia per la stabilità economica interna, trasformando la rendicontazione da mero adempimento a strumento strategico.
Con l’adozione del Regolamento Delegato (UE) C(2025) 4812 final dell’11 luglio 2025, che modifica il Regolamento Delegato (UE) 2023/2772, la Commissione Europea ha introdotto un “quick-fix” per semplificare e posticipare alcuni obblighi di disclosure. Nonostante questa semplificazione, il processo di determinazione dei temi materiali resta comunque fondamentale. Individuare ciò che conta davvero è essenziale per orientare strategicamente le risorse, focalizzare gli investimenti e massimizzare l’efficacia delle azioni di sostenibilità, soprattutto in un contesto di incertezza geopolitica e sfide commerciali globali.
Come trasformare la doppia materialità in una roadmap?
Una volta compresi i temi rilevanti, il passo successivo è costruire una roadmap ESG, cioè un piano d’azione che includa:
- Obiettivi misurabili (es. riduzione del consumo energetico del 10% in 12 mesi).
- Attività e progetti concreti per raggiungerli (es. efficientamento energetico, formazione interna).
- Indicatori di performance (KPI) per monitorare i progressi.
- Comunicazione trasparente dei risultati a stakeholder e clienti.
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