Sostenibilità e criteri ESG costituiscono ormai due elementi centrali anche per le PMI, sempre più interessate da nuove richieste da parte di clienti, banche, investitori, e – più o meno direttamente – dalla normativa europea. La conseguenza? Una crescente quantità di dati ambientali, sociali e di governance da raccogliere, monitorare, verificare e comunicare in modo coerente, affidabile e trasparente.
È proprio in questo scenario che le tecnologie digitali e l’Intelligenza Artificiale – integrate con i sistemi aziendali – stanno assumendo un ruolo decisivo nella semplificazione delle attività legate alla sostenibilità. Le nuove piattaforme digitali consentono di centralizzare le informazioni, automatizzare i controlli e ridurre gli errori, rendendo più efficiente l’intero processo di raccolta e preparazione della reportistica. Allo stesso tempo, aiutano le imprese a comprendere meglio i propri impatti, a individuare le aree di miglioramento, e a risparmiare tempo e risorse, promuovendo un approccio data-driven e aumentando la qualità e la tempestività delle informazioni prodotte.
Se pensiamo alle recenti normative europee in materia di rendicontazione di sostenibilità – in particolare la CSRD – anche queste spingono ulteriormente le PMI verso la digitalizzazione, attraverso l’introduzione di obblighi più stringenti e l’adozione di formati digitali come la tassonomia XBRL. I report di sostenibilità stanno diventando documenti leggibili dalle macchine, per essere più facilmente analizzati da istituti finanziari, enti regolatori e partner commerciali. In questo modo, le imprese possono migliorare la propria reputazione, rafforzare la fiducia degli stakeholder e ottenere un accesso facilitato a bandi, incentivi e finanziamenti legati alla transizione ecologica e digitale.
È importante, al contempo, essere consapevoli che il digitale deve essere utilizzato in modo corretto e responsabile. In particolare, per le PMI la transizione verso un modello digitale sostenibile rappresenta una sfida anche sul piano organizzativo: servono strumenti semplici e accessibili, investimenti mirati, formazione del personale e una governance chiara sui processi ESG e sull’impiego dell’IA.
Inoltre, devono essere considerati tutta una serie di rischi e criticità: modelli basati su dati incompleti o incoerenti possono generare risultati distorti, l’uso dell’IA richiede controlli continui e supervisione, l’impatto ambientale delle tecnologie digitali non è trascurabile, bias algoritmici e utilizzi impropri possono compromettere la credibilità dell’impresa, generando anche potenziali problemi reputazionali e legali. È quindi essenziale adottare un approccio che garantisca la qualità dei dati, la sicurezza informatica, la protezione delle informazioni sensibili e la coerenza con i valori dichiarati nei rendiconti di sostenibilità.
Per le PMI, l’obiettivo deve perciò essere quello di sfruttare strumenti digitali accessibili e affidabili per semplificare il lavoro, migliorare la qualità della rendicontazione e trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo concreto. Le imprese che sapranno integrare tecnologia, competenze e una solida governance saranno quelle più pronte ad affrontare un mercato in cui l’ESG rappresenta un vero e proprio elemento strategico di innovazione e crescita duratura.
Noi di s-mood siamo al fianco delle imprese con servizi di consulenza professionale per intraprendere o consolidare il proprio percorso ESG e di rendicontazione di sostenibilità, attraverso un’adozione responsabile delle tecnologie a supporto della trasparenza e affidabilità dei dati.

