FAQ sulla rendicontazione di sostenibilità per le PMI: cosa sapere, quando partire, come orientarsi

Sempre più imprese si interrogano sulla rendicontazione di sostenibilità: è obbligatoria? Da dove si comincia? Quali dati servono?

In questo articolo abbiamo raccolto le domande più frequenti che riceviamo da PMI e organizzazioni che vogliono avvicinarsi al mondo ESG. Le risposte sono semplici, pratiche e – dove possibile – accompagnate da esempi concreti.

La mia PMI è obbligata a redigere il Bilancio di sostenibilità?

Nella maggior parte dei casi, no, perché le PMI attualmente non rientrano tra i soggetti obbligati dalla direttiva CSRD.

Ma attenzione: sempre più clienti, investitori e partner richiedono informazioni ESG anche alle PMI, specie se coinvolte in filiere complesse.

Ad esempio, un’impresa potrebbe essere esclusa da una gara d’appalto internazionale perché non documenta il proprio approccio alla sostenibilità.

Conclusione? Anche se non è obbligatorio per legge, iniziare a rendicontare è importante e conviene.

 Che standard devo seguire? GRI? VSME? Ce ne sono altri?

Per le PMI che si approcciano per la prima volta alla rendicontazione di sostenibilità, lo standard VSME è una scelta consigliata: è volontario, europeo e proporzionato. Il GRI, di stampo internazionale, costituisce sempre una buona scelta, ma è più tecnico e pensato anche per le grandi imprese.

Il report deve essere certificato o validato da un ente terzo?

No, non è obbligatorio, ma può dare un valore aggiunto in termini di credibilità, soprattutto se intendi usare il report per accedere a bandi o finanziamenti, partecipare a gare, comunicare le tue performance ESG ai tuoi stakeholder.

Ad esempio, è più probabile che un’impresa ottenga l’approvazione per un prestito agevolato solo dopo aver affiancato una limited assurance al proprio Bilancio di sostenibilità già pubblicato.

 Come posso migliorare il mio Bilancio di sostenibilità ogni anno?

Il primo rendiconto è sempre un punto di partenza. Poi si può:

  • raccogliere feedback da un maggior numero di stakeholder
  • definire nuovi obiettivi e target ESG
  • inserire nuovi indicatori di monitoraggio (es. di filiera, governance, emissioni indirette)
  • migliorare la forma e la presentazione visiva dei contenuti (inserimento di grafici, infografiche, maggiore storytelling)

Per un approfondimento sempre aggiornato, ti invitiamo a visitare anche la sezione dedicata sul nostro sito: FAQ sulla sostenibilità

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