Parità tra uomini e donne in azienda: non una battaglia di genere, ma un obiettivo comune

Il concetto di parità di genere riguarda l’equilibrio e l’equità di opportunità per tutte le persone, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne. Parlare di parità in azienda non significa perciò schierarsi a favore delle donne ma costruire un contesto in cui uomini e donne possano scegliere liberamente il proprio percorso professionale e personale, senza condizionamenti culturali o strutturali.

In questa prospettiva, le iniziative per la parità poste in essere dalle organizzazioni dovrebbero mirare sia a colmare le disuguaglianze che storicamente hanno penalizzato le donne, sia a superare gli stereotipi che limitano gli uomini, ad esempio quelli legati ai ruoli familiari, al lavoro di cura o all’espressione delle emozioni.

La Survey L.U.I. 2025 – Lavoro, Uomini, Inclusione pubblicata ad ottobre 2025 dalla Fondazione Libellula si inserisce proprio in questo contesto, sottolineando come:

L’equità non può essere una sfida di un solo genere: richiede il coinvolgimento consapevole e attivo di tutte le persone, anche degli uomini, come parte di un percorso collettivo verso una società più libera e solidale.

Si tratta di un’indagine, realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha come obiettivo esplorare come l’universo maschile vive e interpreta oggi i temi delle pari opportunità, della cura, della violenza e delle discriminazioni all’interno dei luoghi di lavoro; gli uomini vengono considerati come parte essenziale del cambiamento.

Tra i risultati più significativi della survey – compilata da più di 2000 lavoratori – emergono le seguenti tendenze:

  • solo il 34,6% dei padri ha utilizzato tutto il congedo parentale, segno di quanto la cura dei figli sia ancora percepita come responsabilità femminile;
  • il 90,5% degli uomini ritiene che una maggiore equità di genere rappresenti un vantaggio per tutti, confermando che la parità non è una concessione, ma una conquista collettiva;
  • quasi 1 uomo su 4 ha cambiato lavoro a causa di molestie o ambienti tossici, dato che dimostra come le dinamiche di abuso non colpiscano solo le donne e quanto sia necessario costruire luoghi di lavoro più sani e rispettosi;
  • il 77% degli uomini si sente coinvolto nel contrasto alla violenza di genere, ma tra i più giovani la percentuale cala drasticamente (al 53,8%), segnale preoccupante di un crescente distacco tra la Generazione Z e le battaglie per l’equità;
  • il 29,5% degli uomini crede che la parità sia già stata raggiunta, a conferma di una percezione distorta e di un possibile rigetto culturale nei confronti del dibattito femminista.

La fotografia che emerge mostra come, nonostante una crescente consapevolezza dei vantaggi dell’equità, la strada da percorrere resti ancora lunga. Persistono infatti resistenze culturali radicate, in particolare tra le generazioni più giovani, che evidenziano la necessità di investire in formazione, informazione e spazi di dialogo capaci di promuovere un nuovo immaginario condiviso. Solo attraverso un confronto aperto e continuativo sarà possibile trasformare la parità da principio astratto a pratica quotidiana, rendendola un valore realmente vissuto da uomini e donne, dentro e fuori i luoghi di lavoro.

Per tale ragione, vi invitiamo a leggere la Survey per approfondire meglio tutti questi aspetti; un’occasione per riflettere su quanto sia importante, anche nei luoghi di lavoro, costruire insieme contesti più equilibrati e inclusivi.