Dopo aver affrontato nella prima parte della guida le fasi preliminari e la raccolta dati, entriamo ora nella parte legata alla redazione in senso stretto del documento di Bilancio di sostenibilità.
In questa seconda fase l’obiettivo è quello di trasformare le informazioni e i dati raccolti in un rapporto chiaro, leggibile e coerente, che sia comprensibile e utile sia ai fruitori più tecnici che agli altri stakeholder dell’organizzazione.
Step 6: Organizzazione dei contenuti
La prima scelta importante in tale senso, al fine di organizzare i contenuti del documento, riguarda lo standard di riferimento. Per le PMI suggeriamo di utilizzare lo standard VSME, che prevede una struttura semplificata ma completa, organizzata nelle seguenti sezioni logiche:
- Introduzione e impegno dell’impresa
- Profilo aziendale e contesto
- Principali rischi ESG e stakeholder rilevanti
- Indicatori chiave (modulo base o avanzato)
- Azioni intraprese e risultati
- Obiettivi futuri
Step 7: Efficacia della comunicazione
Altro aspetto fondamentale è l’efficacia comunicativa in quanto un buon Bilancio di sostenibilità non deve essere solo una raccolta di numeri.
- Alterna dati quantitativi e narrazione: racconta i progetti e ciò che sta dietro ai numeri (es. “grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico, la nostra società ha ridotto le proprie emissioni di CO2 del 20% in un anno”).
- Utilizza infografiche e tabelle per rendere il contenuto più fruibile e visivamente attraente.
- Prevedi una sintesi delle informazioni riportate dedicata ai lettori meno esperti del settore, evidenziando in un paio di pagine i risultati principali, gli impatti e gli obiettivi ESG.
Step 8: Revisioni e controllo qualità
La redazione di un Bilancio di sostenibilità affinché sia efficace richiede il coinvolgimento di più funzioni aziendali, tra cui:
- direzione generale;
- risorse umane;
- amministrazione e controllo;
- ambiente e sicurezza.
Per questo, suggeriamo di organizzare dei momenti di revisione interna che coinvolgano queste funzioni prima della pubblicazione del documento, al fine di verificare la coerenza, la correttezza e la completezza dei dati e delle informazioni riportate.
Inoltre, anche se non obbligatorio per le PMI, è buona prassi introdurre il concetto di assurance limitata, ovvero una verifica indipendente da parte di un soggetto terzo riconosciuto e qualificato su alcune sezioni del Bilancio, che ne aumenta la credibilità e la fiducia degli stakeholder.
Step 9: Definizione di obiettivi ESG
Definisci degli obiettivi concreti per il prossimo periodo per rendere il documento più solido (es. riduzione dei consumi, miglioramento del benessere interno, sviluppo di forniture sostenibili); è importante dimostrare una visione proattiva, indicando impegni chiari e misurabili, in linea con le priorità emerse dalle analisi realizzate. Gli obiettivi dovrebbero essere realistici ma ambiziosi, coerenti con le risorse e le capacità aziendali, e possibilmente collegati a indicatori di performance.

Preparare un Bilancio di sostenibilità non è perciò solo un esercizio di rendicontazione ma un vero e proprio atto di trasparenza, visione e valore per la tua impresa.
Noi di s-mood supportiamo le aziende nella costruzione di Bilanci di sostenibilità efficaci e credibili, curandone contenuti e coerenza, anche attraverso template su misura e un linguaggio semplice, capace di valorizzare l’impegno ESG in modo concreto e trasparente.

