Il nuovo Principio SSAE Italia per l’Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità

La sostenibilità rappresenta oggi un elemento chiave per le imprese nella creazione di valore condiviso di lungo periodo e, in un contesto normativo sempre più stringente, l’affidabilità delle relative informazioni diventa fondamentale.

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD),  adottata dall’Unione Europea per rafforzare la trasparenza e la comparabilità delle informazioni ESG, introduce l’obbligo per le imprese soggette alla normativa di sottoporre la propria rendicontazione di sostenibilità a un’asseverazione da parte di un soggetto terzo indipendente, al fine di garantirne l’affidabilità e la conformità ai principi normativi vigenti, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle informazioni fornite agli stakeholder e contrastare fenomeni di sustainability-washing.

In tale frangente, è stato recentemente adottato il Principio di Attestazione della Rendicontazione di Sostenibilità – Standard on Sustainability Assurance Engagement (SSAE Italia) con determina del Ragioniere Generale dello Stato (prot. n. RR 13 del 30 gennaio 2025). Questo documento fornisce un quadro di riferimento per i revisori incaricati dell’attestazione della rendicontazione di sostenibilità, in linea con quanto previsto dal D.Lgs. 39/2010, modificato dal D.Lgs. 125/2024, che ha introdotto nuovi obblighi in materia di revisione e attestazione della rendicontazione non finanziaria per le imprese soggette a tali disposizioni. In particolare, le aziende devono garantire che le informazioni ESG siano verificate da un soggetto indipendente, incaricato di esprimere una conclusione sulla loro affidabilità e conformità rispetto ai principi normativi vigenti.

Il Principio SSAE Italia

Il nuovo Principio SSAE Italia entra in vigore per tutti gli incarichi di attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità e stabilisce criteri chiari per l’attività di revisione, basandosi sui principi internazionali di assurance (ISAE 3000R), adattati al contesto italiano.

Delinea in modo preciso il ruolo e le responsabilità del revisore, garantendo un approccio metodologico strutturato all’attestazione delle informazioni.

  1. Compiti del revisore:
    • verificare la conformità della rendicontazione di sostenibilità rispetto ai quadri normativi e ai principi applicabili;
    • assicurare trasparenza e credibilità, offrendo agli stakeholder informazioni affidabili e basate su evidenze verificabili;
    • esprimere una conclusione attraverso una relazione di attestazione che tenga conto delle procedure svolte e delle eventuali criticità riscontrate.
  1. Doveri del revisore:
    • applicare i principi dell’ISAE 3000R, oltre alle linee guida nazionali specifiche;
    • garantire indipendenza e imparzialità nel processo di attestazione;
    • valutare la significatività delle informazioni, sia in termini quantitativi che qualitativi;
    • redigere una relazione trasparente, che includa le metodologie adottate e le eventuali limitazioni riscontrate nel corso della revisione.
  1. Procedure tecniche per la revisione:
    • analisi dei processi aziendali legati alla raccolta e alla gestione dei dati di sostenibilità;
    • verifica delle fonti informative e dei criteri adottati per l’elaborazione dei dati;
    • valutazione della completezza e dell’attendibilità delle informazioni riportate nei documenti di rendicontazione;
    • identificazione di rischi e aree di miglioramento nel processo di reporting.

Il Principio SSAE Italia segna una svolta significativa nella rendicontazione di sostenibilità, elevando gli standard di trasparenza e affidabilità nel reporting ESG. Il ruolo del revisore assume una valenza strategica, contribuendo a prevenire il sustainability-washing e garantendo informazioni veritiere e conformi alle normative vigenti.

Le aziende che abbracciano questa evoluzione non solo si adegueranno agli obblighi normativi, ma potranno anche migliorare la propria reputazione e attrattività nei confronti dei portatori di interesse.