La rendicontazione di sostenibilità volontaria: un’opportunità per la trasparenza e il vantaggio competitivo

La sostenibilità è oggi una leva strategica imprescindibile per le imprese di ogni dimensione. Con l’entrata in vigore della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e del Decreto Legislativo 125/2024, le grandi aziende e le PMI quotate saranno presto chiamate ad integrare la rendicontazione di sostenibilità tra i propri obblighi normativi.

Segnaliamo il Documento di ricerca n.260 di Assirevi, che fornisce indicazioni utili in relazione alle attestazioni delle rendicontazioni di sostenibilità predisposte in via volontaria.


Un quadro normativo in trasformazione
A partire dal bilancio 31.12.2024, le grandi imprese dovranno adeguarsi agli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Nel 2026, sarà il turno di un insieme più ampio di aziende e PMI quotate. Ma molte realtà scelgono di adottare volontariamente queste pratiche, anticipando i requisiti di legge e mettendo in evidenza il proprio impegno ESG.
Chi adotta la rendicontazione volontaria può trarre vantaggio da questo framework avanzato per garantire trasparenza e coerenza, anche se l’assenza di obblighi formali impone l’uso di criteri esplicitamente definiti e di standard condivisi.


Motivazioni strategiche e valore aggiunto
L’adozione volontaria della rendicontazione non è solo una scelta etica, ma anche un’opportunità strategica. Come evidenziato dai documenti Assirevi, molte aziende anticipano i futuri obblighi per migliorare la propria reputazione, rispondere alle richieste di stakeholder sempre più attenti e rafforzare il proprio posizionamento sul mercato. In alcuni casi, le società non obbligate ma parte di gruppi sottoposti alla CSRD preferiscono predisporre un rendiconto individuale, sottolineando il loro impegno sui temi ESG.


Il ruolo chiave dei revisori
La rendicontazione volontaria richiede una validazione indipendente per consolidare la propria credibilità. In questo contesto, lo standard ISAE 3000 Revised garantisce verifiche di tipo “limited assurance”, basate su controlli mirati. I revisori giocano un ruolo cruciale nel confermare la conformità agli ESRS e rafforzare la fiducia nei confronti di investitori e altri stakeholder.


Vantaggi e sfide da affrontare
Adottare gli ESRS su base volontaria permette di posizionarsi come leader in sostenibilità, differenziandosi dai competitor. Tuttavia, questa scelta comporta sfide operative, tra cui l’implementazione di sistemi interni capaci di integrare i dati ESG con la gestione finanziaria e garantire informazioni affidabili.
E’ doveroso menzionare come l’EFRAG ha preso nella giusta considerazione le criticità tecnico-operative dell’adozione degli ESRS da parte delle PMI e – in virtù del principio di proporzionalità – ha messo a disposizione delle PMI anche uno standard di rendicontazione dedicato – il c.d. VSME.


Guardare oltre la compliance: costruire il futuro
La rendicontazione di sostenibilità è certamente uno strumento di conformità normativa, ma anche una piattaforma per costruire valore. Le imprese che scelgono oggi la strada della trasparenza volontaria non solo si preparano al futuro, ma consolidano la fiducia del mercato e degli investitori, ponendo solide basi per un successo sostenibile.


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