L’Italia solo 27esima in Europa nell’equilibrio vita-lavoro

Sulla base dell’European Life-Work Balance Index, elaborato da Remote, piattaforma HR di portata globale, nel 2023 l’Italia si colloca al 27esimo posto su 30 Paesi europei per l’equilibrio tra lavoro e vita privata, uscendo dalla top 10 ottenuta nel 2022.

La classifica è stata stilata considerando vari fattori che influenzano la qualità dell’equilibrio vita-lavoro in ogni nazione:

  • Assistenza sanitaria
  • Congedo di maternità retribuito
  • Ferie annuali obbligatorie
  • Inclusività LGBTQ+
  • Indennità di malattia
  • Livelli di felicità complessivi
  • Ore medie di lavoro
  • Salario minimo

Al primo posto della classifica il Lussemburgo, con un punteggio di 85,26 (Italia punteggio di 55,71), che registra buone prestazioni soprattutto con riferimento alla retribuzione del congedo di maternità obbligatorio (100% dello stipendio della lavoratrice per 20 settimane) e all’indennità per malattia (100% dello stipendio del lavoratore o della lavoratrice).

Che cos’è e perché è importante il work-life balance?

L’equilibrio tra vita e lavoro è un approccio che riconosce l’importanza e valorizza gli impegni familiari e del benessere personale. In un contesto che promuove questo equilibrio, il tempo dedicato al lavoro non dovrebbe dominare la vita quotidiana, consentendo flessibilità e spazio sufficienti per prendersi cura di sé stessi e dei propri cari. L’obiettivo è dare priorità alla vita rispetto al lavoro, rivedendo il modo in cui viene gestito il tempo e favorendo un ambiente lavorativo più salutare e positivo; un buon equilibrio permette infatti ai lavoratori e alle lavoratrici ci essere più sereni, motivati, quindi produttivi, e rispettare le scadenze senza dover lavorare lunghe ore, mentre un cattivo equilibrio può danneggiare la salute fisica, emotiva, la vita sociale della persona, aumentando lo stress, il rischio di burnout e l’ansia lavorativa.

Le aziende che promuovono e adottano politiche a favore di un miglior equilibrio vita-lavoro possono accrescere notevolmente la qualità della vita dei propri lavoratori e delle proprie lavoratrici, aumentandone la soddisfazione, il coinvolgimento sul lavoro, la retention, riducendo al contempo i casi di assenteismo, con un impatto positivo sulla salute fisica e mentale complessiva.

L’attenzione per il work life balance rende inoltre un’organizzazione più attraente nei confronti dei lavoratori, diventando un fattore determinante anche nella scelta dell’azienda in cui lavorare.

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