Il 05/07/2024, dopo un lungo e travagliato percorso, la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) – 2024/1760/UE – è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale europea, ampliando gli obblighi di trasparenza ESG a livello di catena del valore.
La Direttiva introduce alcuni requisiti di due diligence per le organizzazioni al fine di prevenire e mitigare gli impatti negativi su diritti umani e ambiente anche a monte e a valle oltre che in relazione alla propria attività, e si pone al fianco della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) nel rafforzare gli obblighi di responsabilità e trasparenza con riferimento agli aspetti sociali, ambientali e di buon governo aziendale.
Gli Stati membri hanno due anni di tempo per recepire la Direttiva all’interno del proprio ordinamento nazionale.
Aziende interessate – campo di applicazione
- imprese UE con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 mln di euro;
- franchising che operano in UE con un fatturato superiore a 80 mln di euro, di cui almeno 22,5 mln derivanti da diritti di licenza di euro nell’ultimo esercizio finanziario;
- società extra UE, il cui fatturato netto supera i 450 mln di euro nel territorio comunitario;
con le seguenti tempistiche:
- dal 26 luglio 2027 le aziende con più di 5.000 dipendenti e fatturato superiore a 1.500 mln di euro;
- dal 26 luglio 2028 le aziende con più di 3.000 dipendenti e fatturato superiore a 900 mln di euro;
- dal 26 luglio 2029 le aziende con più di 1.000 dipendenti e fatturato superiore a 450 mln di euro.
Gli obblighi di due diligence
- Integrazione della due diligence nelle politiche e nei sistemi di gestione del rischio aziendali.
- Individuazione e valutazione degli impatti negativi attuali e potenziali su diritti umani e ambiente a livello aziendale e di catena del valore.
- Definizione di strumenti e canali di segnalazione e reclamo accessibili, con rispettive modalità di gestione eque e trasparenti che tutelino la persona segnalante.
- Coinvolgimento delle parti interessate, influenzate dall’attività aziendale in maniera più o meno diretta.
- Adozione di misure di prevenzione, mitigazione e riduzione degli impatti negativi su diritti umani e ambiente considerando l’intera catena del valore.
- Verifica, monitoraggio e valutazione periodici dell’efficacia delle misure di due diligence con riferimento alle proprie operazioni e alla catena di valore.
- Rendicontazione delle policy e misure di due diligence adottate in conformità a quanto richiesto dalla CSRD.
Le imprese che non rispettano gli obblighi di due diligence sono ritenute responsabili per i danni causati sulle persone e sull’ambiente; l’inosservanza degli obblighi è sanzionata con sanzioni pecuniarie fino al 5% del fatturato netto dell’impresa.
Anche le imprese europee non soggette alla Direttiva saranno indirettamente e inevitabilmente influenzate dalle sue prescrizioni, in quanto facenti parte della catena del valore delle grandi imprese: dovranno quindi essere pronte a rendere conto dei propri impatti generati su diritti umani e ambiente.
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