Ci troviamo in un momento significativo della rendicontazione di sostenibilità. E questo vale per le aziende e per i loro valutatori, per gli investitori, per le istituzioni finanziarie e per la società civile. Con l’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), siamo entrati in un’era caratterizzata da una maggiore trasparenza e responsabilità per le aziende.
La sfida principale è rappresentata dalla complessità degli ESRS, che richiede una conoscenza approfondita del settore ESG e del contesto normativo dell’UE. La CSRD (Direttiva UE 2022/2464), introdotta il 21 aprile 2021, ha esteso l’obbligo della dichiarazione di sostenibilità, toccando un numero maggiore di aziende, includendo le PMI quotate.
L’interpretazione degli ESRS non è un compito banale. I professionisti devono confrontarsi con domande come: quali informazioni sono necessarie? Come si leggono e si valutano queste informazioni? Come si gestisce la contabilità del carbonio? Da chi ottenere i dati ESG? Queste sono solo alcune delle questioni che emergono nel dettagliato mondo degli ESRS.
Questi standard, in particolare quelli dettagliati negli Allegati I e II della CSRD, introducono un nuovo linguaggio di conformità che copre un ampio spettro di temi di sostenibilità, dai rischi e opportunità sociali e ambientali all’impatto delle attività aziendali su persone e ambiente. Gli ESRS richiedono informazioni sia quantitative che qualitative su un’ampia gamma di temi di sostenibilità, includendo approfondimenti sulla strategia, sulla governance, sulla valutazione della materialità e sulle metriche di performance.
La CSRD adotta una duplice prospettiva di materialità, considerando sia gli impatti dell’impresa sulle questioni di sostenibilità sia l’influenza di queste ultime sull’andamento aziendale. Inoltre, è importante sottolineare che, nonostante la CSRD è progettata per essere compatibile con altri schemi di rendicontazione, potrebbe richiedere un livello di informativa superiore.
Le nuove normative pongono dunque sfide significative per le aziende, che ora devono adattarsi ai nuovi standard e raccogliere dati ESG più dettagliati. In qualità di consulenti ESG, siamo pronti a guidarvi in questo nuovo scenario, fornendo l’expertise necessaria per navigare attraverso le complessità degli ESRS e della CSRD, e supportando la vostra azienda nell’adempimento dei nuovi requisiti di informativa.
La CSRD e gli ESRS segnano un passo avanti decisivo per il reporting ESG in Europa.
s-mood sustainable solutions è a disposizione delle aziende con attività di consulenza professionale lungo tutto il percorso di transizione verso la sostenibilità, compresi l’assessment e il reporting, al passo con la normativa in continua evoluzione, con un approccio personalizzato e coerente con le specificità aziendali.

