La rendicontazione di sostenibilità: prospettiva delle PMI

La recente ricerca “L’impatto della CSRD sulle imprese italiane” condotta dal Gruppo Bilanci e Sostenibilità – GBS in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili mostra un dato importante sulla rendicontazione di sostenibilità: a partire dal 2025, saranno quasi 8mila le imprese italiane soggette alla rendicontazione di sostenibilità. Un aumento importante, rispetto alle 235 imprese soggette oggi alla dichiarazione non finanziaria in base alla ormai defunta NFRD.


In base alla CSRD, dal 2025 i report di sostenibilità saranno obbligatori anche per le imprese di grandi dimensioni, cioè quelle che eccedono almeno due dei tre parametri previsti dalla normativa (250 dipendenti in media, 20 milioni di euro di attivo e 40 milioni di euro di fatturato). In Italia, ci sono 7.833 società di capitali che superano almeno due dei tre parametri previsti. Di queste quasi 8 mila aziende, circa il 60% è localizzato nel Nord Italia, con i comparti produttivi più coinvolti che includono il settore manifatturiero, rappresentante quasi il 35% del totale, e il settore del commercio, che costituisce il 21%.


Ma la ricerca del Gruppo Bilanci e Sostenibilità – GBS svela anche un altro aspetto, di estrema importanza per gli operatori economici italiani: la distribuzione geografica delle imprese interessate dalla nuova normativa non è in linea con l’offerta di competenze sul tema. In altre parole, c’è il rischio di una mancanza di professionisti in grado di guidare le imprese nella transizione verso la sostenibilità e di supportarle nella rendicontazione del loro percorso di transizione. Per quanto un temporaneo squilibrio tra la domanda e l’offerta di competenze nel settore della sostenibilità fosse prevedibile, è interessante che ciò si verifica anche in Regioni con una notevole sensibilità nei confronti delle tematiche di sostenibilità, come il Veneto e l’Emilia-Romagna.


Come sappiamo, la normativa prevede per i prossimi anni l’estensione dell’obbligo di rendicontazione di sostenibilità anche alle PMI quotate e alle filiali europee di aziende extra UE (2026 rispettivamente 2028). È inoltre fortemente incoraggiata la rendicontazione volontaria per le PMI non quotate, attraverso reporting standards semplificati, attualmente in corso di elaborazione da parte dell’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG).


Per le nostre PMI, il cuore pulsante del sistema economico italiano, gestire la strategia di crescita e sviluppo aziendale, integrando gli aspetti rilevanti di sostenibilità, assicurando la compliance agli standard di rendicontazione e agli obblighi di disclosure in coerenza con le logiche di business sarà un esercizio tanto fondamentale quanto impegnativo.


Ma proprio grazie alle loro dimensioni le PMI mostrano maggiore flessibilità e velocità di risposta rispetto ai competitors più strutturati, che determina la possibilità di reagire più rapidamente ai cambiamenti, sia esterni che interni, e di rispondere in maniera reattiva alle richieste del mercato, anche per ciò che riguarda le questioni ambientali e sociali.


Ed è in questa chiave di lettura che si inserisce il tema delle competenze specifiche, da assicurare in alcuni casi con la creazione di unità specializzate interne o con il ricorso a consulenze esterne, in funzione della disponibilità di risorse e compatibilmente con la visione imprenditoriale e il disegno strategico.
Il ruolo dell’intervento consulenziale per le PMI all’inizio del loro percorso verso la sostenibilità agisce da catalizzatore per tutte le reazioni virtuose in azienda:

  • lavorando a fianco dell’organo di governo per stimolare l’allineamento fra obiettivi economico-finanziari e obiettivi di sostenibilità;
  • supportando l’impresa nella definizione e nella mappatura dei rischi e delle opportunità ai fini del consolidamento di una realtà produttiva/imprenditoriale dinamica e resiliente;
  • sfruttando positivamente la fluidità dei rapporti interpersonali, facilitando la diffusione e la condivisione dei valori e della cultura della sostenibilità;
  • sostenendo il processo di rendicontazione del percorso intrapreso e favorendo così il miglioramento della fiducia degli stakeholder, un maggiore riconoscimento nel contesto socio-economico e nella comunità in cui operano, una migliore capacità di fidelizzare i collaboratori e di attrarre nuovi talenti.

s-mood sustainable solutions è a disposizione delle PMI del territorio con interventi consulenziali personalizzati per costruire insieme a loro la transizione verso la sostenibilità in maniera compatibile ed efficace, partendo dalle dimensioni e dalle specificità settoriali e aziendali, in coerenza con la normativa in continua evoluzione.